
Le ciliegie contengono una discreta quantità di vitamina C, ne occorrono circa 500 g per soddisfare il fabbisogno giornaliero; e sono anche una discreta fonte di potassio. Sono un frutto particolarmente dissetante, soprattutto le varietà più aspre, e hanno un indice di sazietà mediamente elevato.
Queste caratteristiche, associate al fatto che non si possono mangiare molto in fretta a causa delle piccole dimensioni e del nocciolo, rende le ciliegie molto utili negli spuntini, quando si ha voglia di sgranocchiare qualcosa ma non si possono assumere troppe calorie.
CENNI STORICI
La storia del ciliegio è tanto antica da affondare le sue radici nella preistoria: in parecchi giacimenti neolitici sono stati trovati noccioli di ciliegie che testimoniano come anche allora questa pianta fosse conosciuta. Si ritiene che la zona d'origine del ciliegio sia tra il Caucaso, il Mar Nero e il Mar Caspio mentre il ciliegio acido (amarene) si pensa che provenga dalla Turchia.
Il testo più antico che menziona le ciliegie è un libro di poesie cinesi del V secolo a.C., ma era diffuso anche presso i greci ed i romani. Teofrasto filosofo greco discepolo di Aristotele, vissuto tra il IV e III secolo a.C. menziona e fa conoscere il ciliegio nelle sue opere "Storia delle Piante" e "Ricerche sulle piante" . Terenzio Varrone e Plinio il Vecchio furono i primi eruditi romani che nel I secolo a.C. menzionarono il ciliegio nelle loro opere. Lo sviluppo delle coltura e la nascita delle tecniche colturali avvennero pero' solo nel 1700 in Europa specialmente in Germania. Sul finire del 700 erano state classificate ben 75 varietà, che aumentarono sino a 150 attorno al 1865.
COLTIVAZIONE
In Italia si trova un po' ovunque, ma principalmente in Campania, Puglia, Veneto, Emilia-Romagna.
Appartiene alle Rosaceae, sottofamiglia Prunoideae, pertanto l'albero presenta rami a legno e rami a frutto e il frutto è una drupa; la corteccia si presenta come costituita da una serie di anelli. Del ciliegio dolce si distinguono la varietà juliana che fornisce le tenerine e la varietà duracina che produce i duroni. Del ciliegio acido vi sono: la varietà caproniana, con amarene o morasconi, la austera, con le viscole, la marasca, con le marasche.
Il Ciliegio ha un elevato fabbisogno in freddo, la sensibilità a ristagni idrici si ha con Prunus avium e mahaleb; il grosso problema del ciliegio dolce, non l'acido, è la pioggia che porta a spaccature del frutto oltre ad essere vettore di Monilia. Oltre a ciò una siccità prolungata danneggia la formazione dei fiori.
VARIETA'
Le ciliegie sono il frutto di un albero della famiglia delle Rosacee, la stessa delle rose. Esitono due specie di alberi, il Prunus avium, o ciliegio dolce, e il Prunus cerasus, o ciliegio acido.
Dal primo derivano, per selezione, alcune centinaia di varietà differenti, che producono ciliegie che possiamo dividere in due grandi categorie: le tenerine e le duracine. Le ciliegie tenerine sono a polpa tenera, di colore rosso scuro con succo colorato o di colore chiaro con succo incolore. Le ciliegie duracine o duroni hanno dimensioni maggiori e polpa soda, sono di colore rosso scuro o nero con polpa rossa, oppure di colore rosso chiaro con polpa giallastra o rosacea. Cinque sono le varietà più coltivate in italia.
Bigarreau: sono le prime ciliegie a comparire sul mercato già a metà maggio, e rimangono a disposizione fino a inizio giugno.
Nero: queste ciliegie duracine (duroni) sono disponibili tutto il mese di giugno. Rappresentano il fiore all'occhiello della produzione del comprensorio di Vignola (MO): dolcissime, grandi, di colore rosso molto scuro o nero.
Anella: questi duroni sono disponibili da fine maggio a tutto giugno. La buccia ha un colore che va dal rosso vermiglio al rosso scuro, la polpa è croccante e succosa, caratteristica peculiare e particolarmente apprezzata di questa varietà.
Ferrovia: queste ciliegie tenerine sono coltivate soprattutto in Puglia, e sono disponibili nel mese di giugno. Sono particolarmente apprezzate per la succosità della polpa.
Marca: questo durone è di colore giallo-rosso ed è particolarmente apprezzato dall'industria conserviera per produrre ciliegie sciroppate e sotto spirito.
COME SCEGLIERE
Le ciliegie sono reperibili durante tutta l’estate. A differenza di altri frutti, non proseguono la maturazione dopo il raccolto, è necessario allora, acquistarle solo se ben mature e sceglierle con i frutti sodi, privi di ammaccature e con il picciolo dal colore verde vivo e intenso.
Le ciliegie si mangiano al naturale, in insalata, oppure cotte in marmellate, composte o torte. Per mangiarle al naturale, scegliete quelle grandi, bianche, rosse o nere, come le famose vignola; da cucinare sono meglio quelle piccole e rosse. Se sono mature, mettetele in frigo e consumatele entro 3 giorni. Se invece sono poco mature, tenetele a temperatura ambiente. Per prepararle, togliete i piccioli e lavatele in un colapasta sotto l’acqua fredda corrente, e se volete snocciolarle usate uno snocciolatore o la punta di un coltellino.
COME CONSERVARE
Tenerle in luogo fresco e poco umido, sempre contenute in un sacchetto di carta e mai nella plastica. Essendo molto sensibili al freddo è preferibile non conservarle in frigorifero, ma a temperature non troppo basse, per un tempo di 2-3 giorni massimo.
PRODOTTI A MARCHIO
Ciliegia di Marostica IGP: La Ciliegia di Marostica ha forma cuoriforme, è munita di peduncolo e ha un calibro minimo di 20mm. Presenta una buccia di colore rosso fuoco o rosso scuro a seconda delle varietà e una polpa mediamente soda, poco aderente al nocciolo, di colore variabile dal rosa al rosso scuro. E’ un frutto succoso, dal gusto pieno, dolce e molto gradevole. L’area di produzione si estende a numerosi comuni in provincia di Vicenza.