L’albicocca è uno dei frutti che presenta il maggior contenuto in carotenoidi, i quali ne determinano il caratteristico colore giallo. Le albicocche contengono in particolare il beta-carotene (o provitamina A) – che, oltre a svolgere azione antiossidante, protegge la cute dall’invecchiamento e dalle ustioni solari – e il licopene, potente antiossidante che protegge l’organismo dall’aterosclerosi e da alcuni tipi di tumore. L’albicocca possiede, inoltre, alcuni flavonoidi come la quercetina, l’acido caffeico e l’acido clorogenico che, unitamente ai carotenoidi, contribuiscono alla protezione contro le malattie cronico-degenerative. Non va, infine, dimenticata la presenza di alcuni minerali e delle vitamine del gruppo B. Il rendimento calorico, dovuto principalmente al suo contenuto in zuccheri (12,5%), si aggira sulle 47 calorie per 100 grammi di prodotto.
CENNI STORICI
L’albicocco è una pianta originaria della Cina nordorientale al confine con la Russia. La sua presenza data più di 4000 anni di storia. Da lì si estese lentamente verso ovest attraverso l’Asia centrale sino ad arrivare in Armenia (da cui prese il nome) dove, si dice, venne scoperta da Alessandro Magno. I Romani la introdussero in Italia e in Grecia nel 70-60 AC, ma la sua diffusione nel bacino del mediterraneo fu consolidata successivamente dagli arabi, infatti Albicocco deriva dalla parola araba Al-barquq. Oggi è diffuso in oltre 60 paesi e viene coltivato in climi caldi o temperati e relativamente asciutti.
COLTIVAZIONE
L’albicocco è oggi coltivato in tutto il mondo. Il 60 % delle albicocche è prodotto nell’area del Mediterraneo. L’Italia concorre con il 15 % circa della produzione mondiale. L’Italia ha un’estensione totale di oltre 17.000 ettari, e lo si ritrova principalmente in Emilia Romagna ed in Campania. Nel Nord Italia le colture di albicocco interessano principalmente le aree collinari dell’Appennino e delle Alpi. Nel Sud Italia interessano soprattutto l’area vesuviana e la piana del Metapontino.
VARIETA’
Esistono molte varietà di albicocche, tutte simili nel gusto ma che possono variare nella grandezza e nel colore (da giallo ad arancione scuro). Vengono coltivate negli Stati Uniti, e nei paesi che si affacciano al mediterraneo come l’Italia, la Francia, la Spagna, la Grecia e la Turchia.
Le varietà più pregiate coltivate in Italia sono la Monaco, la Baracca, la Reale di Imola, la Luizet, la Pesca di Nancy, la Precoce Cremonini e la Val Venosta.
COME SCEGLIERE
Le albicocche maturano da maggio ad agosto. Come anche altri tipi d frutta, presentano la migliore qualità organolettica nel pieno della stagione produttiva. La provenienza può essere un parametro di scelta, e i frutti provenienti dalla Campania e dalla Romagna sono considerati pregiati. Sono da preferire i frutti più intensamente colorati, con faccetta rossa estesa, epidermide vellutata e di pezzatura medio grande.Vanno invece evitati frutti pallidi o con tracce di colore verde sulla buccia, in quanto immaturi. La consistenza leggermente cedevole indica un grado di maturazione ottimale.
COME CONSERVARE
Frutto abbastanza deperibile, l’albicocca può essere mantenuta a temperatura ambiente per due-tre giorni.
In genere si preferiscono frutti molli, a maturazione più avanzata, per la loro maggior dolcezza e succosità e contemporanea diminuzione del contenuto di acidi organici. Conservate in frigorifero vanno disposte in un vassoio in un unico strato coperto da una pellicola trasparente che le protegge da una eccessiva disidratazione, e possono durare anche una decina di giorni con diminuzione, però, della loro aromaticità.