
Hanno un sapore dolce ma gradevolmente acidulo per la presenza dell’acido citrico, dell’acido malico e dell’acido ascorbico, o vitamina C, il cui contenuto è molto elevato (50-70 mg).Oltre alla vitamina C sono presenti la provitamina A, le vitamine del gruppo B e alcuni minerali (fosforo, calcio, ferro). Il rendimento calorico è moderato (36 calorie) derivante dalle proteine (1%),dai grassi (0,3%) e dagli zuccheri (7%),ma va rilevato che gli zuccheri sono costituiti prevalentemente dal fruttosio, dotato di elevato potere dolcificante e ben tollerato anche dai diabetici. Sono presenti anche alcuni flavonoidi, antiossidanti che combattono gli effetti negativi dei radicali liberi.Notevoli perciò le sue proprietà salutari, ipotensive, antiaterosclerotiche e diuretiche. Benefìci sono stati descritti anche sul catarro bronchiale e sulla tosse e si ritiene che, masticate, le fragole rafforzino le gengive. Ben nota è inoltre l’utilizzazione della polpa come maschera di bellezza, valida anche nelle scottature solari.
CENNI STORICI
La fragola (Fragaria vesca) è un frutto originario delle zone alpine europee, dell’America del nord e del sud. I romani la apprezzavano particolarmente e grazie al suo profumo intenso la chiamarono fragrans. Venivano consumate specialmente nel periodo delle festività in onore di Adone; secondo la leggenda, infatti, alla morte di Adone, Venere pianse lacrime che, cadute a terra, si trasformarono in piccoli cuori rossi (le fragole). Le fragole coltivate fino al diciottesimo secolo provenivano da specie europee o nordamericane; in seguito però si creò un ibrido con specie provenienti dal Sudamerica, da cui hanno origine tutte le varietà attualmente coltivate. Attualmente la produzione mondiale di fragole è di circa 2,5 milioni di tonnellate; l’Italia, con 130.000 tonnellate, è uno dei principali produttori.
COLTIVAZIONE
La fragola coltivata è una pianta che ama i climi temperati, ma cresce bene anche a 700-800 m, terreni a medio impasto leggero, piuttosto acidi e ricchi di materie organiche, ben lavorati, soffici e freschi. Richiede continuamente azoto e potassio, tanto da esigere forti concimazioni all’impianto e ripetute somministrazioni durante l’autunno e nel periodo di differenziazione delle gemme.
A livello mondiale, nell’ultimo triennio, la produzione di fragole si è attestata attorno ai 2.5 milioni di tonnellate; i maggiori produttori sono Stati Uniti, Polonia, Giappone, Spagna, Italia, Russia e Corea. In Italia questa coltura interessa una superficie pari a circa 6.000 ettari, da cui si ottiene una produzione superiore alle 130.000 tonnellate. Il primato produttivo spetta alla Campania, da dove proviene il 32% del raccolto nazionale; seguono Emilia-Romagna (15%), Basilicata (15%), Veneto (12%), Piemonte (10%) e Lazio (7%).
VARIETA’
Le varietà di fragola possono essere classificate in:
– unifere o brevidiurne o non rifiorenti: differenziano i fiori con un periodo di luce inferiore alle 12 ore e con un sufficiente termoperiodo. La differenziazione dei fiori avviene da settembre fino al verificarsi delle prime gelate e la maturazione dei frutti si ha in primavera nell’arco di circa 4 settimane. alcune varietà unifere possono diventare, occasionalmente, bifere, cioè rifiorenti;
– bifere o longidiurne o rifiorenti:differenziano i fiori con un periodo di luce superiore alle 14 ore e producono dalla primavera all’autunno. Non hanno mai avuto una buona diffusione a livello industriale, ma sono impiegate quasi esclusivamente a livello familiare per la loro lentezza di riproduzione: si moltiplicano infatti per divisione del ceppo e molto poco per stoloni;
– day neutral o fotoindifferenti: differenziano gemme a fiore con qualsiasi condizione di luminosità, purché sia rispettato il termoperiodo.
Le cultivar più diffuse al sud dell’Italia sono Chandler, Pajaro, Tudla e Miranda, mentre nelle aree settentrionali Marmolada, Elsanta, Idea, Cesena, Dana, Gea, Ho
COME SCEGLIERE
Sono frutti altamente deperibili e la loro scelta si basa sulla freschezza, facilmente individuabile osservando il colore del calice, che deve essere verde intenso, non raggrinzito ed esente da piccole macchie brune. La brillantezza del colore, sia esso rosso intenso che rosato, è un altro indice di valutazione della freschezza. L’intensità del profumo non sempre è sinonimo di elevata qualità globale. Sono preferibili frutti omogenei, di pezzatura medio grande, completamente colorati, confezionati in cestini che salvaguardano la loro integrità.
COME CONSERVARE
Tipico prodotto da catena del freddo ininterrotta, le fragole, una volta acquistate, vanno riposte in frigorifero e qui mantenute fino al momento del consumo, che non può essere protratto oltre i 2-3 giorni. Per evitare una eccessiva disidratazione è opportuno disporre i frutti in vassoi in un unico strato, inserendoli poi in sacchetti di polietilene. Nel caso si acquistino, invece, frutti non completamente maturi (apice di colore rosato tenue o bianco), si consiglia di lasciarli a temperatura ambiente per almeno dodici ore per far proseguire la maturazione fino ad un colore omogeneo. Particolarmente deperibili risultano le fragoline di bosco, che devono essere consumate immediatamente.