Il limone è un frutto particolarmente conosciuto ed apprezzato per le sue numerose proprietà salutari. Ha un alto contenuto in vitamina C, paragonabile o addirittura superiore rispetto alle arance. Contiene inoltre vitamine B1, B2, sali minerali (specialmente potassio), oligoelementi e flavonoidi in buone quantità.
Molti hanno l’idea che il succo di limone sia acidificante, in realtà esso ha azione alcalinizzante e depurativa ed è pertanto indicato a chi segue una dieta particolarmente ricca di proteine (iperproteica, chetogenica). Inoltre è un antiacido gastrico, favorisce la digestione ed ha notevoli proprietà toniche, rinfrescanti, antidiarroiche, diuretiche, antisettiche e battericide.
L’acido citrico in esso contenuto ha potere solvente sui calcoli renali facilitandone lo scioglimento ed impedendone la formazione. Le foglie e la buccia di questo frutto contengono essenze aromatiche ed oli essenziali utili in molte affezioni dell’apparato respiratorio. II gruppo delle vitamine B è importante per l’equilibrio nervoso, per la nutrizione e per l’equilibrio della pelle. La vitamina A è importante per mantenere i tessuti giovani e per la crescita. La vitamina C (100 g. di limone ne contengono 40-50 mg) è una vitamina indispensabile per vivere, è un antiossidante fondamentale contro i radicali liberi e agisce sulle ghiandole endocrine. La vitamina PP protegge i vasi circolatori.
CENNI STORICI
Il limone è originario dell’Estremo Oriente (India e Cina) dove si trovò allo stato spontaneo. Si riteneva che gli antichi romani non conoscessero questo frutto, ma nel 1951 vi fu una scoperta archeologica decisiva: nel corso di scavi effettuati a Pompei venne alla luce una casa, denominata la Casa del frutteto, sulle cui pareti vi erano magnifici dipinti di piante tra le quali il limone. Siamo quindi sicuri che il limone, sia pure come frutto raro, era trapiantato ed acclimatato in Campania nel primo secolo dopo Cristo, se si considera che Pompei fu distrutta dall’eruzione del Vesuvio nell’anno 79 d.C. In America, invece, il limone e gli altri agrumi furono portati dagli spagnoli e dai missionari dopo la scoperta di Cristoforo Colombo. Il limone è una pianta che ha la proprietà di fiorire in continuazione e può, pertanto, portare contemporaneamente fiori, frutti immaturi e frutti maturi; e la produzione dei limoni si ha, così, in tutte le stagioni, salvo un rallentamento durante i mesi più freddi.
Le prime chiare descrizioni dell’impiego del limone a scopo terapeutico risalgono alle opere di Teofrasto, l’allievo di Aristotele, che viene considerato il fondatore della fitoterapia. Anche Plinio parlò del limone nei suoi trattati e lo prescrisse, tra l’altro, come antidoto verso diversi veleni. Nel XV secolo si scoprì casualmente che il succo di limone curava e preveniva lo scorbuto, malattia diffusa tra i naviganti che si cibavano per lunghi periodi solamente con farine e alimenti conservati. Si iniziò così ad utilizzare i limoni in grande quantità a bordo delle navi; e tramite i viaggi per mare il frutto fu introdotto nei paesi del Nord Europa. Le navi che arrivavano nel Mediterraneo si rifornivano dei limoni pagandoli con merci pregiate o addirittura in oro; i frutti acquistati venivano rivenduti a prezzi altissimi nei paesi del Nord dove il limone era considerato un prodotto di gran lusso. Solamente in epoca recente (XVIII secolo) il limone comincia ad essere usato in cucina per aromatizzare alcuni cibi.
COLTIVAZIONE
Oggi il limone viene coltivato in tutto il mondo nella fascia subtropicale, dove il clima è sufficientemente caldo ed umido. Il produttore maggiore è il Messico, subito seguito dall’India. In Italia si coltiva principalmente nel meridione, e precisamente in Sicilia, Calabria e Campania (Sorrento).
In clima favorevole, il limone fiorisce e fruttifica due volte all’anno. La fioritura dura almeno due mesi ed il frutto maturo può poi attendere altri due mesi sull’albero prima di venir colto, il che favorisce una raccolta sistematica. La fioritura primaverile produce i frutti migliori, la cui raccolta dura poi tutto l’inverno, da novembre ad aprile o maggio. La seconda fioritura, alle volte forzata nelle piantagioni commerciali, avviene in agosto e settembre ed i frutti si possono raccogliere da maggio in poi, subito dopo quelli invernali. In condizioni favorevoli, un albero adulto può dare da 600 a 800 frutti all’anno.
Solitamente i limoni si coltivano per la produzione di frutti, ma la pianta può essere coltivata anche in vaso a scopo ornamentale. Per le coltivazioni in vaso è consigliata terra specifica per agrumi ed il rinvaso annuale prima del ricovero invernale in serra.
VARIETA’
I limoni sono coltivati in tutto il mondo in innumerevoli varietà che probabilmente neanche i botanici riescono a registrare correntemente. Le differenze tra di esse sono infatti riscontrabili prevalentemente nell’aspetto esteriore, mentre rimangono praticamente invariate sia le loro qualità alimentari che la relativa importanza economica. Il limone infatti, ben raramente viene consumato come frutto fresco, per cui cambiamenti minori di gusto non sono molto importanti. Per la lavorazione industriale vanno bene tutte le varietà, con l’esclusione forse di quelle poche che per il precoce deterioramento vengono consumate sul luogo di produzione. Sono così quasi ignote le varietà del limone rosso e del limone dolce che danno frutti sempre agri, ma nel contempo abbastanza dolci da poter essere mangiati come frutta fresca. Quando questi limoni giungono a maturazione si deteriorano nel giro di due o tre giorni, per cui logicamente vengono consumati dalla popolazione locale e rimangono sconosciuti su un mercato più vasto.
Spesso si fa distinzione tra limoni gialli e quelli verdi, ma si tratta di una distinzione meramente commerciale, in quanto i due tipi crescono sullo stesso albero. Il limone verde è il prodotto della fioritura estiva, la quale viene spesso indotta artificialmente con l’assoluta privazione di irrigazione della pianta nei mesi di giugno e luglio. In questo modo si ottengono frutti dalla sottile buccia verde e dalla polpa molto succosa. Possono rimanere immagazzinati per lungo tempo e sopportano bene trasporti e sbalzi di temperatura, per cui vengono esportati in tutto il mondo, mentre i loro “fratelli”, i normali limoni invernali, coprono il fabbisogno dei mercati interni. Questo tipo di forzatura dell’albero ne abbrevia la vita, ma si tratta di una pratica molto vantaggiosa economicamente, per cui generalmente adottata in tutte le piantagioni.
COME SCEGLIERE
I limoni sono coltivati in tutto il mondo in innumerevoli varietà che probabilmente neanche i botanici riescono a registrare correntemente. Le differenze tra di esse sono infatti riscontrabili prevalentemente nell’aspetto esteriore, mentre rimangono praticamente invariate sia le loro qualità alimentari che la relativa importanza economica. Il limone infatti, ben raramente viene consumato come frutto fresco, per cui cambiamenti minori di gusto non sono molto importanti. Per la lavorazione industriale vanno bene tutte le varietà, con l’esclusione forse di quelle poche che per il precoce deterioramento vengono consumate sul luogo di produzione. Sono così quasi ignote le varietà del limone rosso e del limone dolce che danno frutti sempre agri, ma nel contempo abbastanza dolci da poter essere mangiati come frutta fresca. Quando questi limoni giungono a maturazione si deteriorano nel giro di due o tre giorni, per cui logicamente vengono consumati dalla popolazione locale e rimangono sconosciuti su un mercato più vasto.
Spesso si fa distinzione tra limoni gialli e quelli verdi, ma si tratta di una distinzione meramente commerciale, in quanto i due tipi crescono sullo stesso albero. Il limone verde è il prodotto della fioritura estiva, la quale viene spesso indotta artificialmente con l’assoluta privazione di irrigazione della pianta nei mesi di giugno e luglio. In questo modo si ottengono frutti dalla sottile buccia verde e dalla polpa molto succosa. Possono rimanere immagazzinati per lungo tempo e sopportano bene trasporti e sbalzi di temperatura, per cui vengono esportati in tutto il mondo, mentre i loro “fratelli”, i normali limoni invernali, coprono il fabbisogno dei mercati interni. Questo tipo di forzatura dell’albero ne abbrevia la vita, ma si tratta di una pratica molto vantaggiosa economicamente, per cui generalmente adottata in tutte le piantagioni.
COME CONSERVARE
A temperatura ambiente, in un luogo fresco e asciutto, i limoni si mantengono 1 settimana circa.
PRODOTTI A MARCHIO
Limone costa d’Amalfi IGP: il frutto presenta forma ellittico-allungata, con una buccia di spessore medio e di colore giallo citrino, un peso di almeno 100 grammi. La polpa di colore giallo paglierino con pochi semi ha aroma e profumo forte: il succo, abbondante e di colore giallo paglierino, presenta una elevata acidità. La zona di produzione del Limone Costa d’Amalfi comprende per intero il territorio del comune di Atrani in provincia di Salerno e, parzialmente, il territorio de comuni siti nella stessa provincia: Amalfi, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Positano, Praiano, Ravello, Scala, Tramonti, Vietri sul Mare.
Limone di Sorrento IGP: dimensioni medio-grandi, forma ellittica e un peso di almeno 85 grammi. La buccia, di spessore medio, è di colore giallo citrino e molto profumata. La polpa, di colore giallo paglierino, è molto succosa ed acida. La zona di produzione del Limone di Sorrento comprende parte del territorio dei comuni di Vico Equense, Meta, Piano di Sorrento, SantìAgnello, Sorrento, Massa Lubrense, Capri e Anacapri.
Limone Femminiello del Gargano IGP: il Limone Femminiello presenta una forma sferoidale o ellittica. Si caratterizza per la scorza tenera e l’alta percentuale di succo. Può essere “a scorza gentile” o “oblungo”. Il primo ha la buccia particolarmente liscia e di spessore sottile, colore giallo chiaro ed un peso non inferiore ad 80 grammi; il secondo presenta invece una buccia di spessore medio, più o meno liscia, colore citrino intenso, ed un peso non inferiore a 100 grammi. La zona di produzione comprende i territori dei comini di Vico del Gargano, Ischitella e Rodi Garganico.