
Il kiwi svolge un’azione dissetante, rinfrescante, diuretica e depurativa; grazie all’elevato contenuto di vitamina C, in ciò superiore anche agli agrumi, ma ancor più per la presenza di una notevole quantità di composti fenolici, potenti antiossidanti.Va segnalata poi la loro ricchezza in minerali e soprattutto in potassio (400 mg%) che, unitamente alla scarsezza in sodio, li rendono indicati nella dieta dell’iperteso.
Grazie alla presenza degli agenti antiossidanti, sono indicati nella prevenzione delle malattie cronico-degenerative come i tumori, l’aterosclerosi e le cardiovasculopatie. In particolare, da alcuni studi è stato dimostrato che l’assunzione di tre kiwi al giorno per 28 giorni conduce a una sensibile riduzione del rischio della trombosi, mentre, per quanto riguarda il rischio tumorale, si è potuto documentare che la sua azione è più efficace di una equivalente quantità di vitamina C.
CENNI STORICI
Originari dell’Estremo Oriente, sono comparsi solo da pochi decenni sulle nostre tavole, affermandosi però rapidamente per il loro gradito sapore. La storia del kiwi nasce in Cina più di settecento anni fa, dove già alla corte del Gran Khan ero apprezzato per il gusto delizioso e la polpa color smeraldo. Il resto del mondo cominciò a conoscerlo solo scientificamente nell’800, quando un collezionista della Società Britannica Reale d’Orticultura ne spedì in patria alcuni frutti e semi.
Ma è solamente nel 1906 in Nuova Zelanda, che si inizio la coltivazione del kiwi come vite ornamentale da giardino, quando alcuni missionari ritornando in patria dalla Cina, ne portarono delle piantine rampicanti soprannominate “Uva Spina Cinese”. Più tardi, negli anni cinquanta, lo studioso di orticoltura Wright, dopo lunghi e ripetuti studi sperimentali, ne riuscì ad ottenere la prima varietà commerciale. I Neozelandesi, così orgogliosi del loro nuovo “frutto”, nel ‘59 lo battezzarono con il nome dell’uccello simbolo nazionale: il kiwi.
La pianta è arrivata nella nostra penisola intorno al ‘70 e, nelle diverse varietà, la sua coltivazione si è estesa dal nord al sud. L’albero esiste sia femminile che maschile: il primo produce fiori e frutti, mentre il secondo solo fiori che servono per impollinare.
COLTIVAZIONE
A livello mondiale, la coltivazione del kiwi si estende su una superficie di circa 60.000 ettari, da cui si ottiene una produzione superiore alle 800.000 tonnellate. Oltre che nel continente europeo (Italia, Francia, Grecia e Spagna) ed in Nuova Zelanda, questa specie è coltivata anche in Cile, Stati Uniti, Australia, Giappone e Corea.
Il principale paese produttore è l’Italia, dove ogni anno, su una superficie di circa 19.000 ettari, si ottengono mediamente 300.000 tonnellate di prodotto. Il kiwi è diffuso su tutto il territorio nazionale, ma circa l’80% della superficie coltivata è concentrata in sole quattro regioni: Lazio (6.000 ettari), Emilia-Romagna (4.500 ettari), Piemonte (3.000 ettari) e Puglia (1.500 ettari).
VARIETA’
Il panorama varietale è composto per il 95% dal kiwi Hayward. Di produzione nazionale è disponibile sul mercato da novembre a giugno; nei restanti mesi è reperibile sul mercato prodotto proveniente dall’altro emisfero.
Selezionata nel 1920 ad Auckland, in Nuova Zelanda, questa varietà è di gran lunga la più coltivata in Italia, per la buona pezzatura e l’ottimo sapore dei frutti. Gli unici fattori limitanti, almeno per quanto riguarda le nostre latitudini, sono la scarsa resistenza alle basse temperature e l’epoca di raccolta medio-tardiva.
Il restante 5% è rappresentato dalle varietà Bruno, Koryoku e Top Star.
COME SCEGLIERE
Il frutto deve essere turgido, di forma cilindrica, leggermente cedevole al tatto, di colore marrone chiaro, scuro nel lato più esposto al sole, la superficie ben spazzolata con lieve presenza di peluria. Evitare i frutti piatti o doppi, perché di qualità inferiore, o quelli che presentano colore marrone-verdastro, che possono presentare all’interno legnosità della columella (asse centrale bianco). La polpa deve apparire verde carico, ricca di semi in modo che il tenore in zuccheri superi il 14%. Recentemente sono state introdotti frutti a polpa gialla, caratterizzati da un più elevato contenuto in zuccheri.
COME CONSERVARE
Acquistati morbidi, pronti o quasi per essere consumati, si conservano a temperatura ambiente per alcuni giorni. Viceversa, se i frutti risultano consistenti, “duri”, si può prolungare la loro serbevolezza per diversi giorni riponendoli in un sacchetto di polietilene chiuso, nel reparto più freddo del frigorifero. Per accelerare il processo di maturazione e consumarli è sufficiente introdurre nel sacchetto, estratto dal frigorifero, alcuni frutti come mele e pere mature, o anche un pomodoro.
PRODOTTI A MARCHIO
Kiwi Latina IGP: il Kiwi Latina ha forma cilindrico-ellissoidale, buccia di colore bruno chiaro con fondo verde chiaro, polpa verde smeraldo chiaro, con colimella biancasra, morbida, circondata da una corona di piccoli e numerosi semi neri, buon sapore e profumo delicato. La zona di produzione comprende 24 comuni nelle province di Latina e Roma.