SPESA SALATA IN RIVIERA
2 Maggio 2008
Frutta, verdura, carne e pesce a peso d’oro. Fare la spesa quotidiana, al supermercato come al mercato, diventa sempre più complicato. Far quadrare i conti, a fine mese, quasi impossibile. Il Secolo XIX ha visitato un supermercato tra i più frequentati a Imperia, il Conad di di via Airenti, e poi il mercato settimanale di Oneglia. Quindi ha confrontato i prezzi di frutta, verdura, pesce e carne con le medie nazionali degli ultimi 15 giorni, rilevate in tutta Italia da Sms Consumatori (47947), servizio gratuito del ministero delle politiche agricole e delle associazioni dei consumatori creato per monitorare, in diretta e sul campo, i prezzi della spesa quotidiana. Oltre al confronto in tempo reale, gli utenti-consumatori possono segnalare anomalie e forti differenze economiche al servizio che provvederà poi a dirottare il “caso” alle associazioni dei consumatori presenti sul territorio.
Frutta e verdura
I limoni, al mercato di Imperia, si pagano tra 1,50 e 1,90 euro al chilogrammo. Poca o nulla la differenza con il prezzo medio nazionale (1,77-1,89). Si risparmia, invece, con mele (più al mercato che non al grande magazzino), e arance. Le fragole, ma tipi e provenienze sono molteplici, al supermercato costano meno, a volte anche la metà. Certo, se si richiedono coltivazione biologiche o produzione italiana o locale, il discorso cambia. E di molto. Ananas, kiwi, banane, pomodori a grappolo, radicchio, patate novelle finocchi e soprattutto zucchine e peperoni “imperiesi” non reggono il confronto, economicamente parlando, con le medie nazionali.
La carne
Risparmiare si può. I supermercati, tutti, propongono la classica fettina di vitello e vitellone a prezzi concorrenziali, in linea con quelli nazionali e decisamente più bassi di quelli praticati dalle macellerie. Pesci. Il confronto è imbarazzante. Gamberi e calamari, sia al mercato che al supermercato, costano il doppio e oltre. L’orata si limita a un +50%.
Il resto
La pasta, sia pure di poco, a Imperia costa mediamente di più. Il pane, invece, è sopra la media italiana. Oltre i 3 euro, o comunque a cavallo, con un +30,40 centesimi rispetto al dato medio nazionale. Le uova, al supermercato, hanno il prezzo più basso: 1,09 per sei di dimensione media. Al mercato +20 centesimi. Il latte fresco, al litro, nel grande magazzino, lo portiamo a casa con 1,59 euro: +10, 15 centesimi in confronto agli altri venduti nel resto d’Italia. Il parmigiano reggiano, al mercato, di Imperia come di una qualsiasi altra città italiana, costa meno che al supermercato.
«L’inchiesta del Secolo XIX non mi stupisce affatto – conferma Francesco Giribaldi, co-responsabile della Federconsumatori di Imperia – da tempo sosteniamo che Imperia e la sua provincia sono tra le zone più care d’Italia quando si parla di spesa quotidiana. Rivolgiamo un appello a tutti: usate il servizio Sms Consumatori e segnalateci tutto ciò che vi sembra esagerato o comunque fuori media e fuori mercato. Ci mobiliteremo immediatamente». Il Secolo XIX ha infine chiesto a due casalinghe imperiesi come e dove preferiscono fare la spesa quotidiana per la famiglia. Laura, 32 anni, laureata, convive da meno di un anno. «Dedico molto tempo alla casa e, in particolare, alla spesa giornaliera. Non ho preferenze assolute tra mercato e supermercato – dice – certo che se voglio frutta o verdura di qualità vado al mercato. Al grande magazzino, invece, vado e compro se ho bisogno di risparmiare». Emma, 70 anni, vive con il marito, pensionato, e un figlio. «Io preferisco il mercato – spiega – trovo che i prodotti siano più freschi e, in generale, meno costosi».
Autore: Giorgio Bracco
Fonte: www.ilsecoloxix.it
Link di riferimento: http://www.ilsecoloxix.it/imperia/view.php?DIR=/imperia/documenti/2008/05/02/&CO…;
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2 Maggio 2008
Frutta, verdura, carne e pesce a peso d’oro. Fare la spesa quotidiana, al supermercato come al mercato, diventa sempre più complicato. Far quadrare i conti, a fine mese, quasi impossibile. Il Secolo XIX ha visitato un supermercato tra i più frequentati a Imperia, il Conad di di via Airenti, e poi il mercato settimanale di Oneglia. Quindi ha confrontato i prezzi di frutta, verdura, pesce e carne con le medie nazionali degli ultimi 15 giorni, rilevate in tutta Italia da Sms Consumatori (47947), servizio gratuito del ministero delle politiche agricole e delle associazioni dei consumatori creato per monitorare, in diretta e sul campo, i prezzi della spesa quotidiana. Oltre al confronto in tempo reale, gli utenti-consumatori possono segnalare anomalie e forti differenze economiche al servizio che provvederà poi a dirottare il “caso” alle associazioni dei consumatori presenti sul territorio.
Frutta e verdura
I limoni, al mercato di Imperia, si pagano tra 1,50 e 1,90 euro al chilogrammo. Poca o nulla la differenza con il prezzo medio nazionale (1,77-1,89). Si risparmia, invece, con mele (più al mercato che non al grande magazzino), e arance. Le fragole, ma tipi e provenienze sono molteplici, al supermercato costano meno, a volte anche la metà. Certo, se si richiedono coltivazione biologiche o produzione italiana o locale, il discorso cambia. E di molto. Ananas, kiwi, banane, pomodori a grappolo, radicchio, patate novelle finocchi e soprattutto zucchine e peperoni “imperiesi” non reggono il confronto, economicamente parlando, con le medie nazionali.
La carne
Risparmiare si può. I supermercati, tutti, propongono la classica fettina di vitello e vitellone a prezzi concorrenziali, in linea con quelli nazionali e decisamente più bassi di quelli praticati dalle macellerie. Pesci. Il confronto è imbarazzante. Gamberi e calamari, sia al mercato che al supermercato, costano il doppio e oltre. L’orata si limita a un +50%.
Il resto
La pasta, sia pure di poco, a Imperia costa mediamente di più. Il pane, invece, è sopra la media italiana. Oltre i 3 euro, o comunque a cavallo, con un +30,40 centesimi rispetto al dato medio nazionale. Le uova, al supermercato, hanno il prezzo più basso: 1,09 per sei di dimensione media. Al mercato +20 centesimi. Il latte fresco, al litro, nel grande magazzino, lo portiamo a casa con 1,59 euro: +10, 15 centesimi in confronto agli altri venduti nel resto d’Italia. Il parmigiano reggiano, al mercato, di Imperia come di una qualsiasi altra città italiana, costa meno che al supermercato.
«L’inchiesta del Secolo XIX non mi stupisce affatto – conferma Francesco Giribaldi, co-responsabile della Federconsumatori di Imperia – da tempo sosteniamo che Imperia e la sua provincia sono tra le zone più care d’Italia quando si parla di spesa quotidiana. Rivolgiamo un appello a tutti: usate il servizio Sms Consumatori e segnalateci tutto ciò che vi sembra esagerato o comunque fuori media e fuori mercato. Ci mobiliteremo immediatamente». Il Secolo XIX ha infine chiesto a due casalinghe imperiesi come e dove preferiscono fare la spesa quotidiana per la famiglia. Laura, 32 anni, laureata, convive da meno di un anno. «Dedico molto tempo alla casa e, in particolare, alla spesa giornaliera. Non ho preferenze assolute tra mercato e supermercato – dice – certo che se voglio frutta o verdura di qualità vado al mercato. Al grande magazzino, invece, vado e compro se ho bisogno di risparmiare». Emma, 70 anni, vive con il marito, pensionato, e un figlio. «Io preferisco il mercato – spiega – trovo che i prodotti siano più freschi e, in generale, meno costosi».
Autore: Giorgio Bracco
Fonte: www.ilsecoloxix.it
Link di riferimento: http://www.ilsecoloxix.it/imperia/view.php?DIR=/imperia/documenti/2008/05/02/&CO…;
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1,80 €/Kg
2,05 €/Kg
2,00 €/Kg
4,15 €/Kg

Pane (10673),
Latte fresco intero (6820),
Arance tarocco (6441),
Pasta corta (4742),
Uova dim.media (3887),
Pomodori rossi (3685),
Vitellone fettine (3561),
Carote (3469),
Prosciutto crudo di marca (2270),
Fragole (2100),
Banane (2009),
Zucchine (1710),
Mozzarella fior di latte (1673),
Latte fresco parz. scremato (1662),
Prosciutto crudo comune (1603)

– Autorità Garante dei Prezzi
– Guardia Forestale
– ICQ (istituto Centrale Qualità)

