
Il melone svolge un’azione dissetante, diuretica, rinfrescante e lassativa. Per evitare l’effetto lassativo, la tradizione popolare consiglia di condirlo con sale e pepe. Le tisane ottenute dai semi dei frutti lasciati in infusione possiedono proprietà emollienti e sedative della tosse.
In cosmesi si utilizza la polpa per preparare maschere che tonificano la pelle, rendendola vellutata.
Oltre ad essere consumato allo stato fresco, da solo o abbinato al prosciutto, in cucina trova impiego nella preparazione di antipasti, macedonie, dolci, gelati e frullati.
Durante la conservazione, la temperatura non dovrebbe mai scendere sotto i 5 °C, altrimenti si può verificare la comparsa sui frutti di macchie rossastre in corrispondenza delle quali si può registrare un rammollimento quando il melone viene riportato a temperatura ambiente.
CENNI STORICI
Originario dell’Asia centrale ed occidentale, il melone (Cucumis melo) si diffuse inizialmente in India e Cina, successivamente nel bacino del Mediterraneo.
Come attestano alcuni dipinti rinvenuti ad Ercolano, l’introduzione di questa coltura nel nostro paese risale all’Era Cristiana. Il primo autore a menzionarne i frutti fu Plinio il Vecchio, il quale raccontava che “il melone piaceva moltissimo all’imperatore Tiberio”.
I meloni “Cantalupo”, considerati i più saporiti e profumati, sono chiamati così perché furono portati, nel XV secolo, da missionari provenienti da lontani paesi asiatici a Cantalupo, castello pontificio situato presso Roma.
COLTIVAZIONE
A livello mondiale, la coltivazione di questa specie interessa circa 300.000 ettari. Il primo produttore di meloni è l’Asia, dove si ottiene quasi il 60% della produzione mondiale, superiore ai 12 milioni di tonnellate. Al secondo posto, con il 20%, troviamo l’Europa, dove si registrano le più elevate rese del mondo.
A livello europeo, i principali produttori sono Spagna, Romania, Francia e Italia.
In Italia la coltivazione del melone interessa una superficie pari a circa 19.500 ettari (l’11% in coltura protetta e la restante parte in pieno campo), da cui si ottiene una produzione di circa 415.000 tonnellate. Le regioni più importanti per questa produzione sono Sicilia, Emilia-Romagna, Lombardia e Lazio.
I meloni coltivati in Italia si possono sostanzialmente suddividere in tre gruppi:
1) Cantaloupensis: sono i cosiddetti Cantalupi, caratterizzati da frutti di media grandezza e superficie liscia, che si conservano per breve periodo e comprendono varietà quali Charentais.
2) Inodorus: per la possibilità di essere conservati per un periodo più lungo, a volte oltre il periodo invernale, sono detti meloni d’inverno.
3) Reticulatus: a questo gruppo appartengono varietà come Topmark, Stratos e Chando. I frutti sono di media grandezza e presentano la superficie coperta da evidente rezzatura: per tale motivo sono detti meloni retati. Siccome molte cultivar provengono dagli Stati Uniti, vengono anche chiamati meloni americani.
VARIETA’
Varietà: innanzitutto vi è la divisione tra meloni invernali e meloni estivi.
Tra le varietà dei meloni invernali ricordiamo: il Gigante di Napoli, grosso con buccia sottile verde e polpa bianca molto dolce; Melone di Malta a polpa verde succosa e dolce; Morettino ovale di colore verde scuro e polpa verde tendente al bianco verso il centro.
Tra gli estivi retati ricordiamo il Melone Ananasso a polpa rossa col frutto piccolo molto profumato. Il Retato degli Ortolani con frutto lungo coperto da un reticolo di striature.
Tra i meloni Cantalupi ricordiamo: il Cantalupo Comune a polpa rossa, il Cantalupo Prescott a costole larghe preferito per gli antipasti.
COME SCEGLIERE
percuotete il frutto con le nocche e accertatevi che non emetta nessun suono. Premete i due estremi del melone e accertatevi che non sia troppo duro, ma neanche eccessivamente molle.
La buccia deve essere intatta, priva di ammaccature o macchie scure e deve emanare un profumo intenso derivante dalla polpa.
http://www.italiadonna.it/public/percorsi/ricette/prod121.htm
COME CONSERVARE
E’ consigliabile evitare di mettere il melone nel frigorifero perché anche gli altri alimenti potrebbero prenderne il profumo. Se non potete evitare di conservarlo nel frigorifero, avvolgete il melone dentro un sacchetto di carta per alimenti e poi chiudetelo in un sacchetto di plastica. Meglio toglierlo dal frigorifero almeno un’ora prima della consumazione.